L’utilità dei viaggi è di regolare l’immaginazione con la realtà, e, invece di far pensare come possono essere le cose, di farle vedere per ciò sono.
(Samuel Johnson)
A bordo del camper Silvana, abbiamo un serbatoio di acqua per i servizi di bordo: lavarsi in bagno e fare la doccia, lavare il cibo e cucinare nel lavabo della zona cucina. Di quale acqua abbiamo bisogno? La migliore minerale possibile non é indispensabile ma che sia potabile é decisamente meglio. Per esperienza personale in una casa di campagna della mia infanzia, usavamo come integrazione all’acqua del rubinetto in casa, quella proveniente da una fonte poco distante dalla casa, di gusto gradevole leggermente frizzante con uno spunto ferroso, se volessi definirla con aggettivi da sommelier. La visita di un amico chimico, stimolò i miei genitori che convinti della purezza dell’acqua proveniente da zona incontaminata nella natura, erano assolutamente certi della sua bontà. Ritirate le analisi ripetute più di una volta, capimmo che certe percentuali dei minerali contenuti, non erano stabili. Probabilmente quella falda acquifera acquisiva infiltrazioni sotterranee di diversa natura. Abbiamo poi abbandonato l’approvvigionamento per uso alimentare da quella sorgente.
Come facciamo ad essere sicuri della bontà dell’acqua che carichiamo a bordo? Occorre pensarci bene prima di riempirsi dal primo rubinetto disponibile, aree di sosta comprese, se intendiamo tenere disponibili a bordo un’acqua che possa essere usata anche per uso alimentare. Personalmente durante le soste in aree attrezzate, la metà dei proprietari non offrivano garanzia della potabilità del loro rifornimento. Per evitare di rimanere senza acqua potabile a bordo, abbiamo predisposto sotto il tavolo del salottino, uno spazio dedicato a contenere sette bottiglie di acqua, rigorosamente di vetro per scelta ecologica e funzionale.
Per quanto riguarda la generosità del getto d’acqua dei rubinetti che sono comandati da una pompa elettrica attivabile, si capisce subito che ci sono differenze di pressione fra i flussi domestici ai quali siamo abituati e quelli del camper. Quando non sono distratto mentre apro un rubinetto a bordo, il mio cervello registra subito che se voglio economizzare l’uso di questo bene prezioso, sarà meglio dosarne il flusso, quando laviamo verdure, sciacquiamo piatti, o usiamo l’acqua per lavarsi i denti e fare la doccia. Alcune statistiche sui consumi dell’acqua domestica affermano che per una doccia di 5 minuti fatta in casa, a flusso normale e continuo, vengono consumati circa 25 litri. Consideriamo di avere meno pressione di casa e un getto inferiore; se quelle stime sono corrette, si capisce subito quante docce potrà fare il nostro equipaggio con il serbatoio da 100 litri disponibile.

Fra le prime domande che ho rivolto acquistando il camper inizialmente, la più frequente era quella relativa ai consumi. Quanto gasolio serve per fare 15 km? Quanto dura la bombola del gas per il frigo la cucina il boiler e la stufa? Quanti giorni possiamo stare senza ricaricare l’acqua? Ogni quanto dovremo scaricare le acque scure del WC? Se a rispondere avessi avuto voi davanti agli occhi, mi avreste chiesto sicuramente che stile di guida e di vita a bordo avrei voluto tenere, prima di fare due calcoli.

A questo punto, risulta evidente la necessità di comportamenti minimalisti per ridurre il dispendio energetico nostro per caricare e scaricare le acque, oltre a quello economico per sostenerne i consumi. Ecco quindi alcuni suggerimenti o strategie di base per non interrompere giornalmente troppo spesso le nostre attività a bordo.
1 – Utilizzare servizi igienici e docce dignitosi esterni al camper più possibile, lasciando i servizi di bordo per le necessità notturne e in viaggio, prevedendo di avere a disposizione i servizi senza disagio in caso di sosta libera (la più bella del mondo), o quando si rende indispensabile.
2 – Quando si usa la tazza del WC, una volta seduti sopra aprire con l’apposita leva il tappo di collegamento che separa la tazza stessa al serbatoio sotto stante, in modo tale da scaricare immediatamente verso il basso, i nostri bisogni, e ridurre al minimo il flusso d’acqua attivabile a pulsante di soli 4-5 secondi, per pulire la tazza stessa.
3 – Essere oculati nell’uso di carta igienica per non saturare in poco tempo la cassetta delle acque scure sotto. Anche se usassimo una carta di spessore sottile, questa mescolata agli agenti chimici disgreganti e disinfettanti presenti sotto da aggiungere dopo ogni svuotamento, potrebbe contribuire a bloccare i tubi di svuotamento della cassetta dei servizi, costringendo “qualcuno” a indossare pazientemente dei guanti per intervenire… e liberare tutto.